In Italia abbiamo migliaia di scuole calcio, solo qui vicino Napoli ce ne sono 300, ma una cosa è certa: NON SONO TUTTE UGUALI.

La scelta della giusta scuola calcio può essere determinante per il futuro sportivo dei ragazzi, non solo quando entrano nel settore agonistico (13-17 anni), ma anche e soprattutto quando sono piccoli, perché è lì che si formano le basi, senza le quali poi le loro possibilità di andare avanti nel mondo del calcio sarebbero con grande probabilità compromesse.

Ma come si sceglie la giusta scuola calcio?

Il primo parametro da valutare è senz’altro lo STAFF: così come la base per un buon ristorante è avere un ottimo chef, la base per una buona scuola calcio è avere ottimi formatori (allenatori, istruttori, educatori, come li vogliamo chiamare, io preferisco il termine formatore perchè l’obiettivo è appunto quello di formare un ragazzo, dandogli gli strumenti per risolvere da solo i problemi).

Come facciamo a valutare un formatore?

1) QUALIFICA: Allenatori non ci si improvvisa, bisogna studiare per diventarlo, e gli studi non si limitano a tecnica e tattica calcistica, ma devono comprendere anche psicopedagogia, comunicazione, metodologia e tante altre cose. Una buona base di partenza è data sicuramente dal DIPLOMA UEFA B, che da tutte le basi necessarie per iniziare ad allenare. In assenza di UEFA B, anche un buon patentino CONI-FIGC (ora accorpato al UEFA C) permette di iniziare a lavorare senza fare danni. Aver giocato a calcio non è una qualifica da allenatore. Ci tengo a specificare un paio di cose: una buona qualifica non fa un buon formatore, così come una laurea in medicina non fa un buon medico: sarà sempre l’esperienza sul campo a stabilire chi vale e chi no. Però c’è anche da considerare un’altra cosa: se vostro figlio è ammalato, chiedete consiglio ad un medico qualificato o al macellaio di fronte? stessa cosa vale per gli allenatori, ne va della crescita sana di vostro figlio, affidateli a persone qualificate!

Un suggerimento: visto che in giro ci sono parecchi ciarlatani, che dicono di avere qualifiche che in realtà non hanno, anche se può sembrare brutto, per essere sicuri chiedete di vedere il tesserino (se volete vedere come è fatto scrivetemi in privato).

2) SAPERE – SAPER FARE – SAPER FAR FARE – SAPER ESSERE: Sono le 4 qualità necessarie per un formatore che lavora nel settore giovanile. Analizziamole:

– SAPERE: Sapere di calcio significa avere una buona conoscenza di tutti gli aspetti di questo sport ( aspetto tecnico, tattico, fisico e mentale).

– SAPER FARE: Significa essere in grado, sulla base del proprio sapere: di preparare un programma di allenamento (annuale, trimestrale, mensile, settimanale), stabilire e perseguire degli obiettivi, preparare, spiegare e dimostrare una seduta di allenamento ecc…

– SAPER FAR FARE: Essere in grado di trasmettere le proprie conoscenze e competenze ai propri giocatori, affinché possano farle proprie, apprenderle ed interiorizzarle. E’ ciò che fa la differenza.

– SAPER ESSERE: Essere UN ESEMPIO per i propri giocatori. Ne parlava mr. Francesco Rocca (selezionatore per le nazionali giovanili) qualche giorno fa, vi pubblico la sua dichiarazione: “Vedo tecnici che fumano in continuazione o hanno 50 chili in più, questo significa che non fanno quello che dicono. Se ti comporti così, vuol dire che stai fregando la gente. Che esempio dai? Io amo il mio sport e quello che faccio.” Se lavori con i giovani devi dare loro il buon esempio, altrimenti è meglio lavorare con gli adulti.

3) EDUCAZIONE E COMUNICAZIONE: Nel settore giovanile il tecnico è anche e soprattutto un educatore: deve dare ai ragazzi i giusti valori (credendoci egli stesso in prima persona e dimostrandolo, torniamo al “saper essere”) e contribuire insieme alla famiglia alla loro educazione. Per far ciò è necessario saper comunicare con i ragazzini nel modo giusto, utilizzando il giusto linguaggio ed il giusto tono.

Passiamo ora ad un altro aspetto importante: L’AMBIENTE:

Per ambiente intendo tutto: serietà, trasparenza, educazione, valori, comportamenti. Scegliete una società che vi parla chiaro, che non fa promesse che non può mantenere (se non mantengono le promesse una volta, credetemi, non le manterranno neanche le volte successive), che non ha problemi a spiegarvi tutto ciò che volete sapere. Osservate il comportamento dei dirigenti e degli allenatori, perchè saranno loro a seguire i vostri figli, i quali li prenderanno ad esempio. Affidateli a persone per bene, con dei valori e che diano ad OGNI SINGOLO BAMBINO l’importanza che merita, perchè non sono dei numeri, sono esseri umani. Potete valutare questa cosa in tanti modi, magari contattatemi in privato per approfondire.

Prossimo aspetto: STRUTTURE

Assicuratevi che la società abbia a disposizione strutture adeguate al lavoro che deve svolgere. Considerate che avere i giusti spazi è fondamentale, in un campo di calcetto possono entrare max 15 bambini, oltre si va in difficoltà, in un calciotto max 25. Dipende poi dalla categoria: se la squadra gioca ad 11 deve allenarsi ALMENO su un calciotto intero, è impossibile preparare adeguatamente una squadra ad 11 su un campetto a 5. Oltre a questo va valutata ovviamente la pulizia e la condizione degli spogliatoi e della zona docce.

RICAPITOLANDO: Scegliete una scuola calcio che abbia allenatori qualificati, dove ci sia un ambiente sano e strutture adeguate, dove insegnino ai ragazzi dei VALORI ed allo stesso tempo CURINO LA CRESCITA DI OGNI SINGOLO RAGAZZO, dovete vederli migliorare, devono crescere allenamento dopo allenamento, se questo non succede chiedete spiegazioni e valutate di cambiare. Inoltre, una volta cresciuti (a partire dai 13-14 anni) devono avere l’opportunità di dimostrare il proprio valore.

Spero che questa breve guida vi sia di aiuto.

Mr. Alessandro Zenone

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