Il calcio è uno sport, e come tutti gli sport prevede competizione. Essendo uno sport di squadra, oltre a competere con gli avversari, esiste anche una competizione all’interno della squadra per conquistarsi il proprio spazio. Questa competizione è giusta quando è SANA, cioè quando il mio obiettivo è quello di conquistarmi il posto impegnandomi sempre di più e migliorandomi al punto tale da diventare più bravo del mio compagno che occupa il mio stesso ruolo. Diventa estremamente negativa e controproducente quando invece è INSANA, cioè quando per conquistarmi il mio spazio cerco di danneggiare il mio compagno che occupa il mio stesso ruolo, facendolo sbagliare, mettendolo in cattiva luce, provocandolo oppure nel peggiore dei casi possibili, facendogli male in allenamento. Questo secondo modo di competere non porta nessun beneficio alla squadra, e non fa altro che danneggiare tutto il gruppo.
C’è un proverbio che riassume perfettamente il nostro caso: “Ci sono due modi per avere il grattacielo più alto: o ti dai da fare per costruirlo, o butti giù quello degli altri”. Il primo caso comporta fatica, ma è appunto COSTRUTTIVO, porta beneficio a tutti, il secondo è invece DISTRUTTIVO, è molto più semplice ma non porta beneficio a nessuno.
Ma perché nascono invidie e gelosie tra membri della stessa squadra?
Uno dei motivi, nel settore agonistico, può essere appunto l’invidia della riserva per il titolare, in quanto vorrebbe giocare al suo posto. Ogni ragazzo che fa parte di una squadra di calcio chiaramente vuole giocare, è giusto che sia così, ma arrivati ad un certo punto vanno a definirsi dei ruoli, che sono TITOLARE e RISERVA. Fino a quando questi ruoli sono stabiliti in base alla MERITOCRAZIA, ovvero che gioca titolare chi è più bravo, il consiglio che mi sento di dare ai ragazzi che sono riserve è solo uno: MIGLIORATEVI OGNI GIORNO, e quando entrate DATE IL MASSIMO! Non sentitevi mai inferiori, non allenatevi (e non giocate) mai senza voglia in quanto riserve, altrimenti non farete altro che convincere tutti che il vostro ruolo di riserva è meritato. Cercate di recuperare il divario con il titolare migliorando la quantità e la qualità del vostro lavoro, e comincerete ad avere sempre più spazio. Ai titolari suggerisco semplicemente di continuare a migliorarsi, in modo tale da mantenere la propria superiorità e non farsi superare dai compagni. Quando invece purtroppo i ruoli non sono stabiliti in base a meritocrazia, l’unico consiglio che posso darvi è di cambiare aria… se l’ambiente è malato, meglio andar via, non importa se siamo tra i professionisti o tra i dilettanti, se chi gioca non rende e non viene mai messo in discussione, spesso c’è qualcosa sotto…
Altre invidie invece nascono da fuori dal campo, dai genitori, che invidiano i genitori dei bambini più bravi, spesso vomitando cattiverie anche sui bambini stessi. Purtroppo ho assistito a scene del genere e sono estremamente negative per tutti. Questo tipo di invidia spesso si manifesta inventando che i bimbi più bravi giochino di più per fantomatiche raccomandazioni, anche quando è palese che si parli di bambini con grande talento e predisposizione. Il consiglio che posso dare a questi genitori è quello di non dare MAI alibi ai propri figli, bensì di far loro prendere ad esempio i più bravi, spronandoli ad impegnarsi maggiormente per migliorarsi. Il consiglio che invece posso dare ai genitori dei bambini che sono oggetto di invidia, è quello di ignorare completamente gli invidiosi, senza litigarci o avvelenarsi inutilmente le giornate, e qualora le cattiverie arrivino anche ai figli, di dire loro che sono semplicemente invidiosi del loro talento, e di continuare a giocare con serenità e divertendosi, sempre con il sorriso.
Passiamo ora alla parte peggiore di questo problema: dispetti e cattiverie tra i compagni. Gli episodi peggiori purtroppo li ho visti in settori giovanili professionistici, e questo dovrebbe far riflettere… evidentemente non hanno capito nulla di cosa significhi SPORT DI SQUADRA. Ho visto sbagliare passaggi apposta (ad esempio calciando fortissimo anche a breve distanza) per far sbagliare i compagni (come se il mister non si accorgesse di chi è l’errore…), fare scorrettezze in partitella (c’è differenza tra falli e scorrettezze, sia chiaro), passarsi la palla solo a gruppi di pochi, ignorando completamente gli altri… per non parlare di quando viene qualcuno in prova… spesso viene completamente ignorato per paura che se più bravo possa essere selezionato e togliere il posto a qualche amico. Il consiglio che posso dare a questi ragazzi è questo: il calcio è un gioco di squadra, e più migliora LA SQUADRA e più ci guadagnano tutti. Se la squadra si esprime al meglio, fanno più bella figura TUTTI I SUOI COMPONENTI non solo chi fa gol o chi gioca di più. Maggiore è il livello di gioco raggiunto più guadagnano tutti. Ed il livello del gioco sale quando tutti i componenti della squadra remano uniti nella stessa direzione!
Il mio appello finale, rivolto a tutti coloro che fanno parte di una squadra è questo:
Mettete da parte l’invidia, unitevi e lottate sempre tutti insieme verso l’obiettivo comune, che nel settore giovanile è il massimo sviluppo del potenziale dei ragazzi, che è molto più facilmente raggiungibile in un ambiente sano, dove c’è armonia e dove sono tutti amici.


