Nei due articoli precedenti abbiamo imparato a difenderci dai ladri di sogni, e capito che se vogliamo uscire dalla mediocrità per raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo fare cose che gli altri non sono disposti a fare. Adesso è ora di imparare a preparare il nostro piano per iniziare la scalata verso il successo.
Iniziamo subito con una verità fondamentale: il successo non è conseguenza di un evento, ma il risultato di un lungo processo, una concatenazione di azioni ripetute quotidianamente al fine di migliorare in maniera costante (o meglio ancora se incrementale), superando ogni giorno i propri limiti.
Analizziamo la differenza tra eventi e processi: gli eventi sono ciò che la gente vede, ad esempio le grandi giocate, i gol, gli acquisti di macchine di lusso e bellissime ville, insomma tutto ciò che le persone comuni invidiano alle persone di successo. Gli eventi possono essere casuali, oppure derivanti da un processo. Gli eventi casuali sono quelli che non possono essere replicati con regolarità. Al contrario, tutto ciò che deriva da un processo, può essere ripetuto con un’alta probabilità di successo. Facciamo un esempio: a chiunque può capitare di fare un gol su punizione mettendo la palla all’incrocio dei pali, anche a chi non ha mai toccato un pallone: va lì, calcia a caso e la palla finisce proprio lì. Ecco un evento casuale: riprovandoci 100 volte potrebbe non replicarlo mai. Lionel Messi invece, nelle ultime stagioni ha segnato tantissimi gol su punizione disegnando traiettorie imprendibili per i portieri. In quel caso l’evento (il gol su punizione) non è casuale, ma deriva dall’applicazione di un metodo ben definito (il nostro famoso processo). Nell’immagine, gli eventi sono rappresentati dalla punta dell’iceberg: quello che la gente vede.
Il processo, a differenza degli eventi, è invece ignoto al pubblico. La gente non sa cosa si cela dietro a prestazioni di quel livello: infanzia ed adolescenza dedicate al raggiungimento di un obiettivo, alimentazione sana, allenamenti estenuanti, vivere lontano da casa, andare a letto presto, superare delusioni, provini andati male, infortuni… tutto questo processo, le persone comuni non sono disposte ad affrontarlo, e questo è il motivo per cui loro sono comuni, e svolgono una vita normale, mentre i grandi campioni sono sulla cresta dell’onda e si godono i frutti del loro lavoro. Nell’immagine, il processo rappresenta la base dell’iceberg, ciò che la gente non vede e che decisamente non invidia. Un paragone può farci capire ancora meglio la differenza tra eventi e processi: in una partita, la prestazione è il processo, mentre gli episodi che determinano il risultato sono gli eventi. Se una squadra gioca sempre meglio degli avversari non è detto che vinca sempre, ma ha sicuramente molte più probabilità di successo rispetto ad un’altra che si affida agli episodi. Una buona prestazione è replicabile, in quanto è frutto di un’idea di gioco e di una determinata mentalità, mentre gli episodi non lo sono, cambiano ogni partita. Ancora un esempio: ammettiamo che ad un provino io riesca a mettere su una prestazione straordinaria, molto al di sopra dei miei standard, venendo selezionato ed invitato ad un ulteriore prova una settimana con una squadra professionista. Se la mia prestazione è stata casuale, ed io non sia in grado di replicare spesso prestazioni di quel livello, l’evento favorevole non mi sarà servito a nulla, perché alla successiva prova non riuscirò a convincere lo staff del mio valore. Mi è capitato spesso di vedere episodi simili. Essere in grado di replicare con continuità prestazioni di alto livello è fondamentale per il successo.
Adesso che abbiamo ben chiara la differenza tra eventi e processi, e sappiamo che per realizzare il nostro sogno dobbiamo costruire un processo efficace, concentriamoci su questo. Prima di tutto dobbiamo conoscere cosa serve per diventare un campione. Descriviamolo in breve utilizzando i 4 aspetti della prestazione:
Tecnica: fondamentale essere in grado di dominare il pallone, di passarlo e di controllarlo correttamente. Oltre a questi fondamentali, indispensabili per tutti i ruoli, dobbiamo avere una buona padronanza anche degli altri gesti tecnici, dedicandoci maggiormente a quelli specifici del nostro ruolo (ad esempio un attaccante dovrà essere in grado di tirare in porta in tanti modi e con entrambi i piedi, quindi si concentrerà più sul tiro che sul contrasto ad esempio). Dobbiamo essere in grado di eseguire i gesti tecnici rapidamente, ad altissima intensità.
Tattica: la tattica altro non è che la capacità di scegliere la soluzione migliore per risolvere le situazioni di gioco. Facciamo rientrare sotto l’aspetto tattico anche l’intelligenza di gioco, che comprende la capacità di gestire tempo e spazio, riuscendo quindi a fare la giocata giusta, al momento giusto e nello spazio giusto. E’ importante riuscire a prendere decisioni velocemente, quindi dobbiamo essere in grado di leggere il gioco in anticipo, in modo tale da avere già abbastanza informazioni per decidere rapidamente cosa fare una volta ricevuto il pallone.
Fisico: nel calcio moderno oltre ad essere buoni calciatori, è importante essere ottimi atleti. Questo aspetto è il più semplice da migliorare, quindi tranquilli, non correte, rispettate i vostri tempi di sviluppo. Abbiamo analizzato lo sviluppo delle capacità condizionali (forza, resistenza, rapidità, velocità e mobilità) in un’altra serie di articoli, quindi non approfondiremo qui, se ve li siete persi cercateli sulla pagina o scrivetemi che ve li invio. Unica cosa importante che ci tengo a dirvi: fino a quando non avrete completato lo sviluppo allenatevi sempre e solo a carico naturale, a meno che non siate seguiti da preparatori atletici esperti.
Mentalità: il calcio è uno sport competitivo, quindi è richiesta grande forza di carattere. Dobbiamo essere in grado di competere con gli altri, sia con i compagni in allenamento, sia con gli avversari in gara. Serve essere in grado di reggere alla pressione, di sconfiggere l’ansia, di metterci in uno stato d’animo potenziante. Dobbiamo avere la forza d’animo per riuscire a sopportare tutti i sacrifici elencati sopra, la forza di volontà per seguire il nostro programma senza mai mollare e limitando al minimo le pause.
Una volta che abbiamo ben chiaro quali sono gli obiettivi da raggiungere, dobbiamo elaborare un processo giornaliero, che ripetuto ogni giorno ci farà acquisire e migliorare tutte le abilità necessarie. È molto importante allenarsi ogni giorno, in modo da far diventare il processo un’abitudine. Pianifichiamo la giornata:
7:00 – 14:00: Sveglia, colazione, scuola.
14:00 – 16:30: Torniamo a casa, pranziamo (cibi adatti alla dieta di uno sportivo), facciamo i compiti.
16:30 – 20:30: A questo punto possiamo dedicarci alla nostra passione. Se abbiamo allenamento, andiamo a fare allenamento e seguiamo il programma del mister. Se invece non abbiamo allenamento, scegliamo da 1 a 3 qualità che vogliamo migliorare e lavoriamo su quelle. La tecnica si migliora con la ripetizione corretta del gesto, quindi se abbiamo lo spazio adatto, lavoriamo sul gesto tecnico che vogliamo migliorare. La tattica si migliora prevalentemente con il gioco, quindi se abbiamo degli amici con cui giocare, scendiamo a giocare con loro. In caso contrario, o in situazioni particolari come quella attuale, possiamo migliorare questo aspetto anche studiando: guardiamo partite di alto livello e studiamo come si muovono i campioni che ricoprono il nostro stesso ruolo, oppure leggiamo qualche libro o qualche articolo sull’aspetto che vogliamo migliorare. Per quanto riguarda il fisico si migliora esercitandosi e spingendosi leggermente oltre il limite della zona di comfort. Ripeto che per quanto riguarda questo aspetto meglio farsi seguire da un esperto, o dal vivo (andando in palestra) oppure filmando il proprio lavoro ed inviandolo al mister o al prof. per eventuali suggerimenti e correzioni. Gli esercizi da poter fare a casa sono tanti, ma non li tratteremo in questo articolo. Per quanto riguarda la mentalità, è la cosa più difficile da migliorare, perché ognuno di noi ha il proprio carattere ed è davvero complicato cambiarlo. Questo però non significa che non si possa fare, ci sono dei libri che parlano approfonditamente dell’argomento, leggerli ed applicare quei concetti può essere un buon primo passo, magari scrivetemi che ve ne consiglio qualcuno.
20:30 – 21:00: Cena (sempre seguendo la dieta giusta per un atleta)
21:00 – 23:00: Svago (facebook, instagram, videogiochi, quello che volete)
23:00 – 7:00: Sonno ristoratore, per prepararsi ad un’altra giornata intensa.
Se riusciamo a seguire questo programma tutti i giorni, avremo ottime possibilità di raggiungere il nostro obiettivo e realizzare il nostro sogno. Man mano che vedremo i miglioramenti saremo ancora più motivati nel seguire il programma, e soprattutto ci sentiremo bene, orgogliosi di noi stessi e consapevoli che con il giusto impegno potremo raggiungere qualsiasi obiettivo.
Mr. Alessandro Zenone
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