In tutti i corsi per allenatori ci insegnano che i tre elementi fondamentali per un tecnico sono “Sapere”, “Saper fare” e “Saper far fare”. Tutto giustissimo fino a quando si lavora con le prime squadre. Quando però abbiamo a che fare con i giovani, c’è un elemento molto più importante dei 3 sopra citati, che è l’aspetto umano, quello che definisco “Saper Essere”.
Per i ragazzi, il proprio allenatore è un punto di riferimento importantissimo, che viene molto spesso preso ad esempio ed emulato. Per questo motivo noi tecnici dobbiamo avere un comportamento ESEMPLARE. Dobbiamo essere i primi a mettere in pratica tutto ciò che insegniamo, in modo da poter essere credibili agli occhi dei ragazzi, e dimostrare quindi la massima coerenza.
Il “SAPER ESSERE” comprende diversi fattori:
1) LINGUAGGIO: Quando ci rivolgiamo ai nostri ragazzi dobbiamo utilizzare un linguaggio adeguato. Parlare in italiano corretto, non essere volgari o blasfemi, evitare per quanto possibile le parolacce, anche se utilizzate come rafforzativo (soprattutto con i più piccoli).
Cercare di mantenere il giusto tono della voce, urlando il meno possibile, ed alzando la voce principalmente per motivare i ragazzi, non per criticarli.
Utilizzare sempre un linguaggio positivo, costruttivo, che sproni il ragazzo a fare sempre di meglio e non ad aver paura di sbagliare. Ad esempio se un giocatore sbaglia un esercizio o gli suggerisco la correzione, oppure semplicemente gli dico “puoi fare di meglio”. In parole semplici bisogna utilizzare una corretta comunicazione.
2) RISPETTO DELLE REGOLE: Se detto delle regole, devo sempre essere il primo a rispettarle. Un buon allenatore è sempre puntuale agli appuntamenti, possibilmente deve essere il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Se pretendo che i ragazzi in campo diano il massimo senza distrarsi, io per primo dovrò evitare distrazioni mentre lavoro (guardare il cellulare, rispondere ai messaggi, ecc… ). Se predico il fair play ed il rispetto di avversari ed arbitri, dovrò essere il primo a rispettarli.
3) VIZI: Fumo, alcool e droghe sono i peggiori nemici dello sport. Un sportivo modello non beve, non fuma e non si droga. E’ questo che vogliamo dai nostri ragazzi, e quindi è questo che dobbiamo mostrargli. Stessa cosa vale per il cibo: dobbiamo mantenere una corretta alimentazione, almeno quanto basta per non essere troppo in sovrappeso. Prendo ad esempio le parole di Francesco Rocca, ex terzino della Roma e della Nazionale, rilasciate in un’intervista: “Vedo tecnici che fumano in continuazione o hanno 50 chili in più, questo significa che non fanno quello che dicono. Se ti comporti così, vuol dire che stai fregando la gente. Che esempio dai? Io amo il mio sport e quello che faccio.” Sono perfettamente d’accordo con lui.
Chiaramente è difficile eliminare questi vizi se li si ha, tuttavia una cosa è ASSOLUTAMENTE DOVEROSA: MAI FUMARE NEGLI SPOGLIATOI CON I RAGAZZI e possibilmente, in generale, MAI FUMARE DAVANTI AI RAGAZZI. A mio giudizio è una cosa GRAVISSIMA.
Il “saper essere” è un elemento fondamentale per chi lavora con i giovani, a mio giudizio il più importante, ad un tecnico così si può perdonare qualche lacuna tecnica. Voglio essere chiaro: io non sono perfetto, può scapparmi una parolaccia, può capitarmi un ritardo, a tutti può capitare. L’importante è fare del proprio meglio per applicare quanto scritto sopra, per poter essere un modello positivo per i ragazzi. Io lavoro ogni giorno per migliorarmi. La perfezione forse non la raggiungeremo mai, siamo esseri umani, ma il nostro obiettivo deve essere quello di tendere ad essa.
Tanti bambini prendono ad esempio i propri allenatori: diamogli sempre un esempio positivo!


